STORIE UTOPIE PROGETTI PER BELLINZONA

Fondazione Archivi Architetti Ticinesi



STORIE, UTOPIE, PROGETTI PER BELLINZONA

LA CITTA’ DI CARLONI, SNOZZI, VACCHINI 1962-1970

La Fondazione Archivi Architetti Ticinesi, creata nel novembre 1995, si occupa di salvaguardare e conservare i documenti originali degli architetti operanti nel Ticino dopo il 1900 e di promuoverne la divulgazione. Dopo una prima mostra sull’opera dell’architetto Franco Ponti e la pubblicazione dei Quaderni sugli architetti Giovanni Bernasconi, Franco Ponti, Augusto Jaeggli, Oreste Pisenti e Paolo Mariotta, la Fondazione espone ora nelle sale di Castelgrande, una serie di disegni dal Fondo Tita Carloni che illustrano l’indagine storica e architettonica compiuta dallo stesso Carloni, con gli architetti Luigi Snozzi e Livio Vacchini fra il 1962 e il 1970. Questi documenti, di grande interesse e valore, sono stati scelti anche per sottolineare la recente formazione di una Bellinzona diversa da allora, un territorio nato dalla recente aggregazione di 13 Comuni e dai confini ancora incerti. La mostra è completata da alcune interessanti finestre sull’attualità e approfondimenti didattici relativi a questo territorio, attività che la Fondazione da sempre sostiene mettendo a disposizione delle cattedre e degli studenti i documenti originali provenienti dai fondi conservati. I fondi attualmente in deposito e catalogati sono anche consultabili online al sito www.fondazioneaat.ch.

Il lavoro di Tita Carloni, Luigi Snozzi e Livio Vacchini per il Piano di salvaguardia del Centro Storico di Bellinzona, tra il 1962 e il 1970, fu il primo corposo campo di battaglia e sperimentazione per la protezione dei nuclei storici in Ticino. Negli anni del boom edilizio e della modernizzazione ad ogni costo, pezzi di tessuto urbano antico erano destinati ad essere sostituiti da edifici più redditizi, più funzionali e più salubri; ma di fronte al pericolo della loro perdita imminente, si scoprivano però anche i valori delle città storiche, e soprattutto il legame tra la forma urbana e la vita che correva al suo interno.

L’esposizione racconta questa scoperta attraverso documenti originali, disegni, prospettive, schizzi, fotografie e filmati che riguardano la ricerca quotidiana degli architetti e le condizioni delle città di allora, con grande attenzione per i dettagliati rilievi ‘tipologici’ del centro di Bellinzona - dalle cantine alle soffitte -, ricchissimi per qualità grafica e innovazione metodologica. Guardando oltre i risultati del piano, si mette in mostra soprattutto una ricerca, occupandosi delle domande, dei tentativi, degli errori e della passione che negli anni hanno continuato a nutrire il legame tra l’architettura ticinese e il suo territorio. Infine, anche attraverso i recenti lavori del Laboratorio Ticino dell'Accademia di Architettura Mendrisio, quelli elaborati dall’atelier Guidotti della scuola HES-SO di Friburgo e quelli ideati durante il Seminario Internazionale di progettazione Monte Carasso, si espone e si racconta il patrimonio comune di una nuova Bellinzona e si solleva l’esigenza ancora attuale di prendersi cura delle città e del paesaggio anche tramite la consapevolezza della sua forma fisica, concreta e architettonica. Saranno inoltre proposte alla popolazione nelle mattine di sabato, sei diverse passeggiate urbane lungo i luoghi che caratterizzano il territorio di Bellinzona e due serate di approfondimento nella sala del Consiglio Comunale di Bellinzona.

Per informazioni: Fondazione Archivi Architetti Ticinesi
  • Pubblicato in: Eventi
  • Modificato in data: Mercoledì, 12 Settembre 2018
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